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La produttrice «Un corpo in vendita» sarà diretto da tre registi
Claudia Mori: un serial tv sulla violenza alle donne
«Dimenticati troppi abusi sessuali e angherie domestiche» Stupro o stalking sono termini entrati nel linguaggio comune. Ma spesso restano parole vuote
ROMA - «La violenza sulle donne è la forma più odiosa di negazione del progresso, della libertà. I confini di questa violenza travalicano da sempre quelli delle nazioni e delle civiltà. Ciò che rende oggi il fenomeno più drammatico è il ritardo nel cogliere la gravità di una vera e propria emergenza sociale e politica». Si infervora Claudia Mori, raccontando il nuovo progetto cui sta lavorando in veste di produttrice con la sua Ciao Ragazzi: «Un corpo in vendita», serie televisiva in 6 puntate per Rai Fiction, affidata a tre registi, Liliana Cavani, Margarethe von Trotta e Marco Pontecorvo. «Soprusi tra le pareti domestiche, violenza sessuale, stupro, stalking, tratta delle bianche... - riprende la Mori - sono termini entrati nel linguaggio comune, ma spesso restano parole vuote. Molti non vogliono vedere le radici antiche, ancorate alla nostra educazione, a quella mentalità che ancora oggi porta a giustificare tale violenza». Ecco che allora «Un corpo in vendita» vuole esplorare le ragioni, denunciando le aberrazioni mentali che portano spesso a considerare le donne solo corpi da usare, sottomettere e violentare. «Alla Cavani sono affidate due storie di prostituzione - spiega Claudia - Alla Von Trotta le violenze in ambito familiare, anche sui minori. Poi, ci voleva una sensibilità maschile e perciò abbiamo pensato a Marco, un regista, un uomo giovane, perché vogliamo anche penetrare nella mente di chi questa violenza perpetua: se le vittime sono le donne, i carnefici sono gli uomini». Vittima di violenze è anche il personaggio interpretato da Vittoria Puccini nella fiction che la Mori sta realizzando su Franco Basaglia. «C' era una volta la città dei matti» è la miniserie in due puntate, prodotta per Rai Fiction, in onda su Raiuno nella prossima stagione. Protagonista, Fabrizio Gifuni, con la Puccini nel ruolo di una delle pazienti del celebre psichiatra. Sottolinea la Mori: «Una storia vera e dolorosissima, quella di Margherita: era una giovane donna che non avrebbe dovuto essere internata. Fu rinchiusa e, una volta dentro, cominciò a manifestare problemi psichici». A trent' anni dalla chiusura dei manicomi in Italia, si riaccendono i riflettori sull' ispiratore della legge 180. «Basaglia fu molto criticato per aver chiuso i manicomi-lager - dice la Mori - ma ho scoperto che aveva lasciato delle istruzioni molto dettagliate per creare, al posto di quei luoghi di pena e non di cura, delle strutture alternative. Istruzioni puntualmente disattese e il peso della malattia mentale è ricaduto sulle famiglie». Ma la Ciao Ragazzi, dopo De Gasperi e Einstein, torna anche alla grande biografia: stavolta Enrico Caruso. «Insieme a Rodolfo Valentino e ad Al Capone - conclude la Mori - è uno dei pochi italiani famosi in America. E la sua vita è già un film, fatto di grande musica, amori e inquietanti retroscena». Emilia Costantini Altri progetti Basaglia «C' era una volta la città dei matti» si intitola la miniserie in due puntate, prodotta per Rai Fiction, dedicata allo psichiatra. In onda nella prossima stagione, protagonista Fabrizio Gifuni Caruso La Ciao Ragazzi della Mori, dopo De Gasperi e Einstein, torna alla grande biografia anche con Enrico Caruso
Costantini Emilia
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