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l'operazione dei carabinieri
Abusa di una bimba di sei anni, arrestato. Zaia: pena esemplare
Manette a un nigeriano clandestino di 28 anni che avrebbe violentato la figlia di una coppia di connazionali che lo aveva ospitato
VICENZA - Un nigeriano è stato arrestato per aver violentato sessualmente una bambina di 6 anni, figlia di una coppia di connazionali che gli avevano dato ospitalità. A mettere le manette all'uomo, clandestino in Italia, i carabinieri di Valdagno e di Montecchio Maggiore (Vicenza). Il clandestino, secondo quanto è emerso dalle indagini, approfittando delle assenze dei genitori, avrebbe compiuto e avrebbe fatto compiere, anche usando violenza, atti sessuali nei confronti della minore. I militari, ricevuta la notizia e avvisata l'autorità giudiziaria, hanno avviato le indagini e cercato l'immigrato che, immaginando di essere ricercato, si spostava usando mille accorgimenti tra la provincia veronese e quella padovana. Il nigeriano è stato infine localizzato e bloccato a Montecchio Maggiore. Sono in corso accertamenti anche a carico di un connazionale residente nella provincia di Verona con il quale il nigeriano intratteneva rapporti telefonici.
Le confessioni all'amichetta L'immigrato, Sunday Mmojekwu, 28 anni, era arrivato clandestinamente in Italia all'inizio dell' anno e aveva trovato ospitalità in casa di connazionali. Una giovane coppia, con permesso di soggiorno, con una figlia di sei anni: lui lavora come operaio, mentre lei fa la casalinga. La coppia, secondo quanto appurato dall'Arma, aveva fiducia del loro amico tanto che la piccola lo chiamava «zio Sonny». Le violenze sarebbero durate un paio di mesi, quando la bambina, che andava all'asilo, non aveva ancora compiuto sei anni ed nei momenti in cui i genitori la affidavano, per qualche ora a Mmojekwu. La vicenda è venuta a galla perché la bambina ha riferito i fatti a un'amichetta e questa l'ha poi raccontato alla madre che infine ha informato la mamma della piccola. I genitori hanno perciò denunciato la violenza ai carabinieri che, dopo aver sentito la bimba con l'aiuto di uno psicologo e dei servizi sociali, li hanno convinti a non reagire e a far allontanare da casa, con una scusa l'indagato. L'uomo ha sospettato qualcosa e dopo aver lasciato momentaneamente la casa dov'era ospite, trovando rifugio presso connazionali del veronese e del vicentino, è tornato per prendere le sue cose e poi fuggire nel sud Italia. Nella casa della famiglia nigeriana, Mmojekwu ha però trovato ad attenderlo i carabinieri che l'hanno arrestato su provvedimento della magistratura berica.
Zaia: pena esemplare «Crimini come quello commesso ai danni di una bambina di sei anni aprono una ferita intollerabile nel tessuto umano e sociale di una comunità, non importa da dove provenga chi li compie. Per questo meritano pene davvero esemplari»: lo ha detto il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, riguardo alle violenze commesse da un nigeriano nei confronti di una bimba di sei anni, figlia di suoi connazionali. «È una violenza - ha aggiunto - resa ancora più grave dalla fiducia che la famiglia, e la bimba, avevano nei confronti dell'uomo. Contro atti di questo genere, e per prevenirli, i cittadini, le istituzioni e le forze dell'ordine hanno il dovere di attivare tutti gli anticorpi possibili. Dobbiamo fare ogni sforzo per tutelare le fasce più fragili e più bisognose di protezione della società, che sono proprio i bambini, e per difendere con ogni strumento quei principi di inviolabilità della persona e di rispetto per gli altri, senza i quali c'è solo barbarie». «Auspico - ha concluso Zaia - che sia possibile far scontare la pena per un delitto così barbaro nel Paese di provenienza, perchè è persino intollerabile che la nostra società civile si debba far carico delle spese per mantenere un individuo del genere, per tutti gli anni di carcere che merita».
(Ansa)
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